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sabato 19 marzo 2011

IO E L'AUTUNNO...


Una ragazza sedeva su una panchina nel parco. Era molto concentrata sul libro che stava leggendo, così tanto da non accorgersi delle foglie che le cadevano di fianco. Ormai era iniziato l'autunno, le foglie si erano tinte di un colore che andava dal rosso al marrone e al minimo colpo di vento cadevano dai rami e dopo un ultimo volo nell'aria toccavano il suolo. Mentre osservavo quella ragazza così impegnata e coinvolta nel suo libro ripensavo a tutti gli autunni che avevo già passato, come da bambino amavo giocare con le foglie cadute insieme agli amici: costruivamo dei letti e quando erano abbastanza soffici e alti ci buttavamo sopra e passavamo così gli intervalli scolastici. Durante l'adolescenza, invece, il mio amore per l'autunno si era trasformato in una forma quasi di odio verso quest'ultimo. Insieme all'autunno, infatti, iniziavano i primi freddi, la scuola, le giornate passate in casa a studiare e soprattutto i primi malanni. Mi ricordo che un'altra cosa che non sopportavo era il camminare sui marciapiedi ricoperti dalle foglie e dalle ghiande che al solo sfiorarle producevano rumore. Era un periodo in cui non volevo essere notato, volevo passare inosservato evitavo di fare qualsiasi cosa mi potesse mettere al centro dell'attenzione. Adesso, passata l'età dell'adolescenza ed entrato ormai nell'età adulta, sono tornato ad amare questo periodo dell'anno. Non mi dispiace l'idea di stare seduto su una panchina e vedere tutto il panorama, tutto l'ambiente tingersi coi colori caldi. Ai tempi della scuola in storia dell'arte avevo studiato i colori freddi e caldi. Di quest'ultimi mi ricordo la particolarità di risultare più vicini a chi li osserva. Forse è anche per questo motivo che l'autunno viene amato da molte persone. È una stagione più vicina, più "umana" rispetto alle altre. Viene associata al corso della vita. Io guardando le foglie per terra e le poche rimaste sugli alberi le associo alla mia esistenza, mi immagino tra 30 anni, anziano, quando come l'albero inizierò a perdere le foglie e come le foglie cadrò per terra senza aver scelta, aspettando di seccare e venir trasportato via dal vento. Mentre mi lascio trasportare dai miei pensieri come stanno facendo le foglie, che con il vento, si alzano in volo producendo mulinelli, vedo la ragazza alzarsi e mettere via il proprio libro incurante dell'autunno delle foglie e dei miei pensieri. Occupata solo da quello che le resta della lettura, ripensando alle parole, alla storia letta, associandola con la propria esperienza. Incurante del passare delle stagioni e del tempo, ancora troppo giovane per fare come me, sedersi su una panchina e personificarsi con una foglia che cade.

2 commenti:

giulia ha detto...

Il fatto è che quando scrivo mi sento sempre molto ipocrita. Davvero. Cerco di riscattarmi - spero - in altri modi.

Sui colori freddi e caldi, sta suddivisione nn l'ho mai capita :)
A me sembrano tutti belli caldi, anche quelli freddi.

dolce ha detto...

ciao stefano
brutti tempi per tutti
anch'io ultimamente ho un periodo stressante per fortuna mi scarico un po' dedicandomi al giardinaggio
ma faccio una fatica terribile
saranno le tante notizie tristi che arrivano da varie parti del mondo a rendermi inquieta e un po' smarronata come si dice qui
per fortuna che è arrivata la primavera e un po' di sole
di sicuro ci tirerà su il morale

l'autunno è bello nei suoi colori caldi ma i toni così freschi e delicati di ora sono corroboranti per allontanare i pensieri tristi a me piace molto sedermi su una panchina a guardare il cielo azzurro mi rilassa e stimola riflessioni di speranza
dai che presto ci sentiremo meglio
^-^
anche per me è un piacere sapere che ci sei stefano ma vorrei fossi sempre felice o almeno pieno di pensieri luminosi e ottimisti
ti voglio bene!!!
un abbraccio fortissimo
e un bacione per una dolce serata
ciao

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