
Seduti ad un bar, in un caldo pomeriggio d'estate, il cuore dice al cervello." beato te amico mio che sai sempre quello che vuoi, che riesci a capire senza troppi problemi le persone, le situazioni, trovando una soluzione adatta per tutti. Ti invidio molto. Vorrei assomigliarti, avere la tua razionalità, vorrei vivere come te. Il cervello risponde: " non ci vuole poi molto. Basta far finta di capire chi ti circonda. Solo cosi puoi raggiungere i tuoi scopi. Devi imboccare la strada più semplice e breve se vuoi ottenere dei risultati. Se vuoi che la vita ti dia ciò che ti spetta di diritto. Personalmente non capisco il modo che hai di gestire te stesso e tanto meno le persone. Nessuno merita quello che ti ostini a dare, nessuno è cosi importante. Non sperare in questo modo di diventare adulto, non avrai nulla in cambio, resterai solo con i tuoi sentimenti, solo con la tua malinconia. Il cuore con voce lieve: " È questo che sbagli. Non mi sentirò mai una nullità finchè riuscirò ancora a distinguere il dolore, la rabbia, la malinconia, dalla gioia dalla felicità dalla serenità. Finchè sorridendo e versando lacrime capirò di essere ancora vivo".
3 commenti:
Bellissimo sto dialogo, sembra una favola di Andersen.
Di fuga di cuori, altroché di cervelli, dovrebbero parlare...
giulia
Odio piangere e mi capita sempre più spesso ma vorrei smettere e vorrei sentirmi viva ugualmente. Vorrei smettere di soffrire e di provare dolore e sentirmi viva lo stesso. vorrei non provare più rabbia e sentirmi viva lo stesso. Si è questo che vorrei. Buona Pasqua Fre, fratello.
E' bellissimo il tuo modo di scrivere...Vorrei solo che non ti dispiacesse se io ti "prendo" un pò di quel che scrivi e lo porto da me.... (Ti cito sempre e ci metto le indicazioni per arrivare a te...)
Ti seguirò ancora. Eva
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